I PERCHE’ DI SANREMO Massimo Bolzonella

E cosi anche quest’anno sono usciti i 24 nomi dei Big del Festival, quelli che dovevano essere 22, no anzi 20. In questi giorni i social sono riempiti dai commenti dei tanti utenti, soprattutto denigratori, sul cast del Festival. Ma il gioco e’ questo si sa, indipendentemente dal cast, dagli ospiti, dallo spettacolo, anche perché al momento, Lei , quella che dovrebbe essere la protagonista assoluta – la canzone – non la conosce nessuno.

Il cast offre tanti giovani da una parte, e tante “vecchie glorie” dall’altra. Diciamolo chiaramente, dopo decenni di festival basati sui “cantanti da Sanremo” da qualche anno la kermesse canora italica si e’ , soprattutto l’anno scorso, decisamente ringiovanita. E questo viene soprattutto da un “effetto show” che dalla discografia. I reality hanno rivoltato le logiche televisive legate alla canzone: una volta prima un cantante diventata conosciuto grazie alle sue canzoni e poi andava in tv. Da qualche anno e’ il contrario: Amici. XFactor, The Voice fanno diventare famosi giovani sconosciuti prima delle loro canzoni. E cosi rispondiamo a i primi perché che vedo espressi sul web ..”perché i Pinguini Tattici Nucleari, Rancore, Junior Cally tra i Big? Proprio per questo effetto “parti da Sanremo” e vediamo che succede. Anche se che i giochi discografici piazzino tra i big artisti poco noti, e’cosa che succede da anni ed anni. Peraltro negli ultimi 5 6 anni i nomi sconosciuti presentati al Festival non sono passati inosservati: da Mahmood trionfatore l’anno scorso (autore quest’anno con Dario Faini del brano in gara di Elodie) , agli allora sconosciuti Lodo Guenzi e Company del gruppo Lo Stato Sociale dell’anno precedenti , o a Ermal Meta che nel 2017 vince il Premio della Critica centrando anche il Podio.

Dall’altra parte “i vecchi” partendo da Rita Pavone (ignorando la poco edificante polemica politica web), e passando per Michele Zarrillo , forse ultimo residuato rimasto dei cantanti assolutamente inesistenti senza Festival, o a quel Marco Masini che celebra la sua carriera che molto gli ha dato ma che parecchio gli ha tolto ingiustamente per anni.

Discorso diverso per Piero Pelu’, forse il nome più altisonante per la sua connotazione rock, anche se la sua produzione solista ha registrato più bassi che alti e quindi questo Festival e’ un tentativo di uscita dal tunnel del dimenticatoio.

Non credo si possa considerare “vecchia” o solo da Festival Irene Grandi, che peraltro porta un pezzo di Vasco Rossi e Gaetano Curreri – scusate se e^poco -.

Ecco che i perché del Festival cominciare a trovare delle risposte. Magari fatico a trovarlo per Elettra Lamborghini che deve dimostrare che ha qualche carta artistica aldila’ di ancheggiamenti e movimenti del deretano. Per me la sfida del “chi uscira’ veramente big da Sanremo vedra’ coinvolti soprattutto Alberto Urso e Anastasio, due veri giganti che non mi stupirei affatto potessero contendersi il trono dell’Ariston. Se non li conoscete ancora, approfittate: il talento non si inventa. Senz’altro freschi e degni di nota Elodie, Diodato, Nigiotti e Levante,. Hanno gia fatto cose significative per cui in questo Festival il perche’se lo sono guadagnato. E Achille Lauro? Beh, premesso che ascolto e adoro altro non possiamo negare ne’che sia un personaggio, ne’che in un solo anno abbia gia dimostrato una crescita che non puo’lasciare indifferenti. Il rischio , per esempio, e’il perché di Francesco Gabbani, strappapubblico coi successoni Amen e Occidentali’s Karma, ma poi finito vorticosamente nel dimenticatoio di altri pezzi davvero debolucci. Gabbani e’ un personaggio, ed e’tornato a Sanremo con un pezzo orecchiabileper riprendersi quello che ha perso.

Resta la strana coppia Morgan Bugo (convinceranno?) e Le Vibrazioni a dare l’idea di poter essere il perché dei “bisognava riempire”, mentre la classe canora e musicale di Tosca, Gualazzi, Jannacci, hanno il loro perché in proposte certamente prevedibili come eleganti.

Restanto le “quote amici ” di Ricky e Giordana Angi, e quelle rap, oltre a Rancore, di quel Junior Cally che grazie alla sua maschera aumentera’ la quota “spettacolo”.

Insomma ragazzi i “PERCHE'” per vedere questo Festival non mancano. E in fondo ce n’e’ per tutti i gusti. “Sanremo e’Sanremo” recitava il famoso pezzo dell’indimenticabile Maestro Caruso. Sapete cosa vi dico? E’proprio cosi.

Massimo Bolzonella

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