Phil Collins rapisce Milano

di Massimo Bolzonella

Still Not Dead Yet Live Tour 2019. Ossia “Non so ancora morto”. Con il titolo sarcastico quanto impegnativo il mitico Phil Collins ha infiammato il Mediolanum Forum di Milano nell’unica data italiana in programma il 17 Giugno. L’ex leader dei Genesis e’ apparso fisicamente molto provato, con una gamba immobilizzata a causa dei postumi di una operazione mal riuscita. Il pubblico e’ avvisato immediatamente con Phil che si cattura subito la simpatia del Forum gremito dicendo in perfetto italiano “Sono stato operato e ho mi hanno fottuto il piede” .
Ma quella che certo non e’ fottuta e’la fantastica carica di questo vecchietto classe ‘51 che sciovina i suoi indimenticabili successi con il contributo di una band fantastica, indubbiamente il pezzo forte (anzi fortissimo) di questo show. 14 grandi artisti che attorno al loro leader, non hanno paura a “mangiarsi il palco” .
Tutta gente decisamente forte, da Leland Sklar, il barbuto bassista che ha collaborato con artisti di tutti il mondo, al chitarrista Daryl Stuemer gia in tour coi Genesis quasi ne fosse un membro aggiunto. E poi le fantastiche percussioni di Luis Conte e Richie Garcia , vero mattatore della serata, assieme agli arrembanti e festanti fiati di Harry Kim, Dan Fornero (trombe), George Shelby al sax e Luis Bonilla padrone assoluto del trombone.
Citando per completezza Ronnie Carly alla chitarra, Brad Cole alle tastiere e quattro eclettiche presenze e voci ai cori , si chiude la rassegna dei musicisti per avere la curiosita’ di sapere chi possa sostituire alla batteria il malconcio Collins. E qui la rivelazione della serata (per chi non ne fosse stato informato prima): Nicholas Collins, diciottenne batterista figlio di Phil che strappa applausi ed entusiasmo anche quando duetta al piano con papa’, mostrando una versatilita’ che esalta e commuove allo stesso tempo.
E cosi la forzata staticita’ del protagonista trova la sua esplosione nella perfetta fusion di musica e colori vivacissimi, incastonati in una lineare quanto efficace scenografia: e via con il festival del funky che viene preceduta da una introduzione in crescendo di Against All Odds con cui apre il concerto e Another Day in Paradise, brano che da l’accelerazione “alla macchina”. Il ritmo sale vorticosamente: pezzi come Hang in Longh Enough e Don’t Lose My Number la massima espressione; ma e’ il momento Genesis soprattutto con Follow you Follow me. Il pezzo scorre con le immagini piu belli della carriera del gruppo nella varie formazioni: ecco la gioia di un pubblico che non manca di trasmettere in modo inequivocabile il riconoscente affetto per un artista e la sua Musica a cui ognuno dei presenti vuole manifestare la propria gratitudine.
Momento emozionante il duetto su Separate Lives grazie al supporto della corista Bridget Bryan, corposa nel fisico ma anche nei colori di una fantastica voce.
Il Collins “batterista in gabbia” riesce a concedersi in una session con le percussioni in un brano strumentale che sembra quasi la suddivisione tra la prima e la seconda parte del concerto.
E dopo il duetto al piano con i figlio Nicolas che sembra quasi un passaggio del testimone, (You know what i mean” il brano), arriva la parte finale con Phil Collins che, a dispetto e con i distinguo dell’eta’, mantiene nella sua voce le caratteristiche essenziali che hanno reso assolutamente distinguibile il marchio Genesis. Arriva “ In the Air Tonight” che in segno di rispetto per il pubblico lo vede abbandonare la sedia per cantare in sofferenza ed emozione in piedi, e via con un quintale di energia: You can’t hurry love, Dance into The Light, Invisibile Touch, Easy Lover, Sussidio.
No amici, non ce n’e per nessuno. Il Forum e’ rapito dalla musica, il Sussudio diventa un giocoso delirio reso ancor piu festoso dagli effetti “benvenuti al Carnevale” della coreografia.
Phil saluta e ringrazia ma poi rientra per il bis di “Take me home”, che diventa un automatico invito a portare a casa le tante emozioni di un artista che ha consegnato una serata per ricordare che la grande Musica non la dimentica nessuno. No, non e’ ancora morto Phil Collins, per un semplice motivo: con le bacchette, con la sua musica, con la sua voce cancella tempo e dimensione, illumina terra e cielo: la musica di Phil non morira’ mai, non sara’ mai una “gamba fottuta” ma una ondata di fantastica energia irrinunciabile . Viva!

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