SANREMO REVOLUTION

DI MASSIMO BOLZONELLA

Il Festival 2019 non sarà un Festival qualsiasi, perché, per parafrasare una frase di un noto politico, sarà un Festival di grande cambiamento. Un cambiamento generazionale che in realta’ e’gia in atto da tempo, perché soprattutto nel 2018 si sono affacciati alla ribalta della musica italiana artisti che “hanno qualcosa da dire”. E cosi, aldila del consolidamento sanremese dell’anno scorso di Ermal Meta e Ultimo si sono affacciati personaggi particolari , dal discusso Sfera Ebbasta all’indefinibile Cosmo, dal celebratissimo Calcutta al carismatico Motta, dall’interessante Coez al rapman da classifica Salmo. Senza considerare il fenomeno Anastasio, vincitore a mano bassa di X Factor. Chi vi scrive ha passato i 50, e oltre alla nostalgia del Funky e del Rock anni 70, conserva ricordi vivaci e variegati della musica pop italiana girata almeno negli ultimi 30 anni, ma mai come ora mi e’stata chiara una cosa. Questo gruppo di ragazzi coraggiosi ha veramente qualcosa da dire, sta portando qualcosa di nuovo. Poi per carità, i gusti sono gusti ma c’e’ anche una altra triste verita’ che dobbiamo raccontare. Aldila’del contorto quanto inconsistente mercato discografico, fatto soprattutto dai dischi venduti per le firme degli artisti alle ragazzine negli Store, emerge chiara una cosa. I cosiddetti big degli ultimi 20 anni stanno invecchiando, soprattutto artisticamente. I singoli lanciati dai vari Antonacci, Ligabue, Giorgia, Ramazzotti (cito a caso ma mica tanto) sono di un livello artistico e creativo imbarazzante, e danno la netta sensazione che siano stati scritti a beneficio mercenario di un tour pianificato, e non certo di un “bisogno artistico spontaneo di scrivere”. Meglio Fossati, antitutto da sempre, che dichiara “mi ritiro, largo ai giovani, perché e’giusto cosi”.

E allora aspettiamo questo Sanremo per vedere se i vari Shade,  Boombadash, Motta, Zen Circus, Mahmood (per me il migliore di tutti), Nigiotti, Achille Lauro, Ghemon, Irama..saranno all’altezza di Renga, Nek, Silvestri, Il Volo, Arisa  o delle leonesse Patty Pravo e Berte’.

Sarà davvero un Sanremo in cui capiremo che Albano, Cutugno, Pupo e i Ricchi e Poveri sono racconti di storie lontane…ne parleremo su queste pagine..Buona musica a tutti

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